I benefici previdenziali per chi ha una invalidità

Domenico "Mimmo" Oliva

Domenico "Mimmo" Oliva

Socio fondatore AILMAG e responsabile di Patronato

LA PENSIONE DI VECCHIAIA ANTICIPATA

Oggi parliamo di alcuni benefici cui possono accedere coloro che per problemi di salute abbiano riconosciuta una invalidità almeno dell’ 80%.

Non tutti sanno, infatti, che i lavoratori dipendenti del settore privato possono accedere alla pensione di vecchiaia anticipata laddove ricorrano determinati requisiti.

Prima di ogni altra cosa bisogna avere raggiunto i 61 anni di età, se uomini, e i 56 anni di età, se donna.

Occorre, altresì, che si siano maturati almeno 20 anni di contribuzione nella gestione dei lavoratori dipendenti privati ( a determinate condizoni è possibile accedere anche con 15 anni di contribuzione) e che si sia riconosciuti invalidi nella misura minima dell’80%, ai sensi della legge 222/84 (c.d. Invalidità specifica). Per cui,  l’eventuale riconoscimento  già operato in sede di invalidità civile costituisce solo un elemento di valutazione per la formulazione del giudizio medico legale da parte degli uffici sanitari dell’Inps e non determina necessariamente la concessione del beneficio.

Altro elemento da considerare è che una volta riconosciuta l’invalidità all’80% occorre attendere un anno prima di ottenere la pensione ( c.d. Finestra mobile).

E’ utile ricordare, infine, che anche i non vedenti possono accedere al suddetto beneficio con una età anagrafica di 56 anni per gli uomini e di 51 per le donne.

   
APE SOCIALE E LAVORATORI PRECOCI

Dal 1° maggio 2017  ai lavoratori con una invalidità pari o superiore al 74%, è concessa la possibilità di ottenere, a partire dal 63° anno di età, la cosiddetta Ape Sociale cioè un anticipo della pensione di vecchiaia, il cui valore è pari all’importo della pensione maturata al momento di accesso al beneficio ed  entro un massimo di 1.500 euro lordi al mese, per dodici mensilità.

Per potere ottenere l’Ape Sociale  il lavoratore deve poter far valere un’anzianità contributiva di almeno 30 anni (che può essere fatta valere anche cumulando la contribuzione versata in più gestioni dell’Inps).

Sempre per i lavoratori cui è stata riconosciuta una invalidità pari o superiore al 74% , se più favorevole rispetto all’ Ape sociale, è data la possibilità di ottenere la pensione anticipata, a prescindere dall’età anagrafica, al raggiungimento di 41 anni di contributi (sia per gli uomini che per le donne) a condizione di avere almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. Anche tale facoltà, come quella precedente, è prevista nei confronti dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali dei lavoratori

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